La NASA vuole riportare l’acqua su Marte

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L’agenzia spaziale americana, la NASA, continua il suo lavoro di esplorazione dello spazio nonostante gli importanti tagli che l’amministrazione a stelle e strisce ha riservato al lavoro degli scienziati.

Da anni Marte è nel mirino dell’Agenzia, in particolare dalla divisione di scienze planetarie diretta da James Green; l’esplorazione del Pianeta Rosso è iniziata con le avventure del Mars Rover che ha durante una missione di molti mesi sulla superficie, ha raccolto numerosi detriti che hanno permesso agli scienziati di studiare meglio la storia e la composizione di questo pianeta.

È stato scoperto che fino a 3,5 miliardi di anni fa, Marte era un pianeta molto simile alla Terra con abbondanti quantità d’acqua ma che, con il passare dei millenni, la maggiore vicinanza al Sole ha portato alla completa evaporazione.

L’obiettivo della NASA su Marte

Il Dottor Green qualche tempo fa ha rilasciato un’intervista che ha lasciato il mondo intero senza parole: “Riporteremo l’acqua su Marte“.

La straordinaria dichiarazione dell’Agenzia hanno scatenato la curiosità dell’intera comunità scientifica e degli appassionati.

Per il momento Marte rimane un pianeta troppo ostile per autorizzare missioni prolungate con personale umano” – ha proseguito Green – “ e prima del 2050 non ci sarà la possibilità di organizzarle. Altre missioni prettamente orbitali avverranno intorno al 2030“.

La situazione attuale di Marte

Attualmente la vita su Marte è praticamente impossibile; l’ossigeno, essenziale per noi esseri viventi, è presente solo in piccola percentuale nell’atmosfera del Pianeta Rosso e i raggi cosmici riescono a filtrare con facilità l’atmosfera in quanto è approssimativamente l’1% della nostra.

Anche le temperature non sono ideali alla crescita di organismi viventi; violente escursioni termiche si verificano tra il giorno e la notte, sempre da imputare alla composizione dell’atmosfera, con differenze di anche 100 gradi Celsius.

Ma non tutto è perduto per la possibilità che un giorno Marte possa venire colonizzata; il Mars Odissey, una sonda che ha svolto una lunghissima missione, ha scoperto enormi giacimenti di ghiaccio sotto la superficie marziana.

L’obiettivo della NASA nei prossimi anni è di trovare un modo per rinforzare l’atmosfera che circonda il pianeta creando un vero e proprio scudo che lo proteggerebbe dai venti solari; questo processo potrebbe permettere all’acqua di ritornare allo stato liquido e alla conseguente possibilità di crescita di microorganismi.

Non è un progetto così folle; anzi, abbiamo già la tecnologia necessaria per poter compiere questo passo. Secondo i nostri calcoli servirebbe un campo magnetico da circa 20 mila Gauss mentre al momento ne abbiamo a disposizione solo 2 mila; ma aumentare questa cifra è relativamente facile

Stando a quanto affermato dal Dottor Green, si tratterebbe di un enorme pallone spaziale interamente ricoperto di pannelli solari che sarebbero in gradi di generare tale campo magnetico grazie alla corrente elettrica che loro stessi genererebbero.

Per l’esplorazione del nostro sistema solare, Marte è considerato un punto fondamentale; proprio sul Pianeta Rosso, gli scienziati vorrebbero poter creare delle basi per eventuali spedizioni spaziali; un po’ come la Stazione Internazionale che al momento orbita attorno alla Terra ma sulla superficie di un altro pianeta.

Nel corso degli anni sono state proposte numerosi soluzioni per cercare di rinforzare l’atmosfera di Marte: si è andati dal rilasciare gas utili per generare l’effetto serra all’uso di missili nucleari per sciogliere l’acqua intrappolata. Tutte soluzioni rigettate perché il rischio di compromettere irrimediabilmente il pianeta sarebbe troppo importante.

La soluzione dello scudo magnetico tra il Sole e Marte dovrebbe impiegare circa 30 anni per poter riportare la pressione ad un livello simile a quello presente sulla Terra e già dopo 15 anni, sarebbe molto più facile far atterrare equipaggi esplorativi.

Insomma, quello della NASA sembra un progetto molto ambizioso ma sembra anche che stiano facendo i compiti per poterlo portare a termine. Purtroppo si parla comunque di stime e ipotesi perché sulla Terra non è possibile effettuare precisi esperimenti o testare tali tecnologie e valutare gli effetti ma ci auguriamo tutti di poterli vedere intraprendere questa ennesima avventura con successo

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