Bruxismo: i rimedi per smettere di digrignare i denti

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Il bruxismo consiste nello strofinamento dell’arcata dentale superiore con quella inferiore. Il termine di origine greca indica un disordine dell’articolazione temporo-mandibolare (ATM) che si verifica soprattutto di notte senza che la persona interessata ne abbia coscienza e senza un motivo specifico. Si stima che circa il 10-20% della popolazione italiana soffra di questo fastidio. Le donne sono più colpite rispetto agli uomini.

Le cause del bruxismo possono essere di tre tipologie. Psicologiche: stress, ansia e rabbia mettono in agitazione il soggetto che serra i denti. Fisiopatologiche: la scorretta occlusione dentaria e alcune patologie neurologiche portano a digrignare i denti come conseguenza di contrazioni e spasmi muscolari involontari. Sistemiche: i farmaci antidepressivi e antipsicotici causano bruxismo. Anche l’abuso di alcool, i parassiti intestinali e la carenza nutrizionale di vitamine B sono da annoverare tra le cause di questo disordine.

Con il passare del tempo e a seconda dell’intensità, sui denti si formano delle microcrepe sullo smalto e un’usura nella parte finale dei denti che li rende irregolari oltre che ipersensibili a caldo e freddo. Le conseguenze sono più o meno gravi: cefalea, dolori al collo, alla schiena e alla mascella, disturbi alle orecchie, problemi gengivali, lesioni alla lingua e linfonodi ingrossati.

Rimedi per smettere di digrignare i denti

Esistono diversi tipi di rimedi per smettere di digrignare i denti:

· Odontoiatrici
· Naturali
· Farmacologici

Tra le soluzioni consigliate c’è il bite, un apparecchio mobile plasmato esattamente secondo le vostre arcate dentarie. Si utilizza soprattutto di notte e ha lo scopo di mettere a riposo l’articolazione temporo-mandibolare ripristinando la normale chiusura. In farmacia si trovano bite o paradenti già pronti all’uso, ma per la salute della vostra bocca è sempre meglio rivolgersi all’ortodontista di fiducia.

Nei casi di media gravità, invece, il dentista può decidere di modificare l’occlusione dentale con otturazioni, corone, intarsi o altre protesi. Nei casi più rari, quando l’articolazione è compromessa, è possibile sottoporsi a un trattamento di tipo chirurgico.

Molto utili sono anche le sedute di ultrasuoni e/o elettrostimolazione che riducono il dolore e il gonfiore muscolare dell’ATM causato dal continuo e involontario affaticamento.

I rimedi naturali sono numerosi. Per alleviare i disturbi mettete la mandibola a riposo osservando una dieta a base di cibi morbidi per diverse settimane, non masticate gomme e bevete poco caffè per non sovraeccitarvi. Eseguite esercizi di rilassamento muscolare e applicate un panno caldo-umido vicino alle mascelle più volte durante il giorno o poco prima di andare a dormire. Durante il giorno esercitatevi a tenere le labbra chiuse lasciando i denti aperti.

Le soluzioni casalinghe includono anche l’utilizzo di piante officinali. La melissa svolge un’azione antinfiammatoria ed è un ottimo miorilassante in grado di calmare il sistema nervoso. Bastano 20 gocce in mezzo bicchiere d’acqua 3 volte al dì e 40 gocce prima di dormire.

Il luppolo ha proprietà sedative che contrastano insonnia, mal di testa di natura muscolo-tensivi, gastriti e coliti. Durante il giorno e prima di riposare bevete una tisana da 250 ml con 5 grammi di luppolo.

La tilia tomentosa è nota per essere un tranquillante naturale in grado di agire sul sistema neurovegetativo e sul cuore. Ha un’azione ipnoinducente, ansiolitica e antispasmodica. È indicata in caso di nervosismo e bruxismo. Si possono assumere 40 gocce in due dita d’acqua e volte al dì.

Tra le piante più potenti c’è la griffonia i cui semi contengono il 5-HTP ovvero il precursore della serotonina. In genere si assume sotto forma di estratto secco: 350 mg 2 volte al dì lontano dai pasti.

Le tecniche di rilassamento quali kinesiologia, agopuntura, osteopatia ed esercizi mirati di yoga sono un’altra possibilità per ritrovare equilibrio e tranquillità.

Quando non si è avuto successo con alcuno dei rimedi naturali o con il bite, l’extrema ratio porta ai farmaci. Chi è affetto da bruxismo a seguito di morbo di Parkinson potrà assumere medicinali a base di levopoda.

Chi è affetto da parassiti intestinali prenderà i farmaci specifici indicati dal medico. A chi soffre di questo disturbo per colpa di ansia e stress saranno prescritti ansiolitici quali benzodiazepine e carbamazepine.

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