Dan Mancina, lo skateboarder cieco

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skateboarder cieco Dan Mancina

Lo skateboard è uno degli sport di strada più amati e diffusi di tutto il mondo. Questa disciplina targata USA, diventata famosa in Europa sopratutto grazie al gioco “Tony Hawk” uscito a cavallo dell’anno 2000, attira milioni di giovani, e non, a salire in piedi sulle proprie tavole e a sfidarsi in acrobazie sempre più spettacolari.

Data l’estrema difficoltà della pratica di questo sport, si potrebbe pensare che lo skateboard non è adatto a chi ha difficoltà fisiche o motorie. E invece non è così.. ecco la curiosa, ed emozionante, storia di Dan Mancina, lo skateboarder cieco. 

Dan è un ragazzone americano che a soli 22 anni ha perso la vista per colpa di una malattia agli occhi, la retinite pigmentosa. L’amore per lo skateboard ha da sempre accompagnato Dan durante la sua adolescenza e l’improvviso arrivo di questa disabilità lo ha mandato in una profonda depressione per la paura di non poter più fare evoluzioni con il suo skateboard.

Ci sono voluti mesi di allenamento e di una forte dedizione ma alla fine Dan ce l’ha fatta: ha ripreso ad andare sullo skate.

Il bastone bianco che Dan tiene tra le sue mani, non è un semplice bastone per ipovedenti; si tratta di un emettitore acustico che segnala allo skateboarder la presenza di eventuali ostacoli sul suo percorso.

Ecco le sue acrobazie con il suo skateboard (Continua a leggere dopo il video)

 

Dopo essere uscito da quello stato depressivo, Dan ha deciso che la sua disabilità non lo avrebbe fermato dal fare delle cose normali come tagliare la legna, correre, giocare a minigolf e addirittura tirare a freccette. I suoi prossimi obiettivi sono quelli di lanciarsi con il paracadute, cimentarsi in un rodeo cavalcando un toro e diventare il primo astronauta ipovedente.

Non sappiamo se Dan Mancina riuscirà a realizzare i suoi sogni; ma quello che è sicuro, è che sarà fonte di ispirazione per tutte quelle persone che, come lui, sono affette da questa disabilità. Dan è la dimostrazione di come la volontà umana possa essere incredibilmente più forte di un destino avverso. Grande Dan!

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